Tutto a portata di mano

Più piccolo, più rapido, più facile da usare: da metà settembre le postine e i postini registrano lettere e distinte dei pacchi con un nuovo dispositivo. Lo smartphone è stato accolto bene dal personale, che apprezza il risparmio di tempo e fatica. Un postino di lunga data racconta qual è la realtà sul campo.

Und so sieht es aus: das neue Smartphone der Pöstlerinnen und Pöstler. | Bild: Schweizerische Post

Così appare il nuovo smartphone utilizzato da postine e postini. | Immagini: La Posta Svizzera

 

Come si sviluppa un apparecchio in grado di funzionare nell’attività quotidiana del personale a contatto con i clienti?
Semplice, si chiede aiuto alle persone che lavorano in prima linea. Come Pascal Steiner. Questo postino cinquantaduenne dell’ufficio di recapito di Herzogenbuchsee indica le sue mani. «Grandi, vero?», ride, e chiede: «Quali sono le dimensioni giuste di uno smartphone perché possa essere altrettanto maneggevole per una collega con le mani piccole?». Ma questo è solo uno dei tanti punti che Steiner, insieme a molti altri esperti, ha dovuto chiarire alla Posta negli ultimi tre anni.

Semplice? Non si direbbe! L’acquisto di un apparecchio sostitutivo degli scanner manuali usati in precedenza si è rivelata un’operazione molto complessa per la Posta. Ciò nonostante, nel frattempo si è arrivati al risultato, che molti clienti attenti hanno notato da tempo: a partire da settembre, il personale nel recapito e allo sportello nelle filiali lavora con i nuovi smartphone, che hanno già raggiunto quota 20’000. I dispositivi sono stati progressivamente introdotti dal mese di maggio, prima in via sperimentale, poi su larga scala, il tutto sullo sfondo dell’emergenza coronavirus. Per questo un primo bilancio, che vede un utilizzo assiduo del nuovo smartphone da parte del personale e un buon riscontro, risulta alquanto soddisfacente. «I feedback sono prevalentemente positivi», dice Ueli Lüscher, responsabile del progetto per la parte informatica.

 

Grosse Hände, grosser Einsatz: Pascal Steiner bei der Arbeit | Bild: zVg

Mani grandi, grande impegno: Pascal Steiner al lavoro

 

I vantaggi: luminosità e nitidezza 
Prestazione notevolmente migliorata, funzionamento più stabile, esecuzione delle app più rapida e costante: questi in sintesi i vantaggi tecnici del nuovo dispositivo rispetto al vecchio scanner manuale. Al postino Pascal Steiner piace dirlo così: «Lo smartphone funziona senza problemi e “non muore mai”», come spesso invece accadeva con il vecchio dispositivo. Con il nuovo dispositivo, inoltre, è possibile lavorare anche con una mano sola ed è molto più facile da usare. «Tutto è organizzato in modo più chiaro e intuitivo», elogia Steiner, che come responsabile della scansione per il suo team dispensa regolarmente trucchi e suggerimenti sull’uso del nuovo apparecchio. Anche lo schermo gli piace. È noto che i postini si alzano presto e cominciano a lavorare quando fuori è ancora buio. «La luminosità dello schermo e la risoluzione nitida sono un grande vantaggio», afferma Steiner.

Un aspetto problematico: l’ampio campo visivo
Ma anche per un veterano come Steiner il passaggio al nuovo dispositivo non è stato del tutto indolore. Mentre il vecchio scanner era dotato di un raggio laser mirato, con il nuovo smartphone la scansione avviene tramite fotocamera, che ha un ampio campo visivo. Bisogna imparare a gestire questo aspetto. «Ma dopo un po’ di esercizio, ci si riesce», sostiene. Altra difficoltà: come tutti gli smartphone, anche quello della Posta non gradisce troppo l’umidità. È vero che molti postini portano sempre una borsa alla cintura che permette loro di proteggere in modo pratico il nuovo smartphone impermeabile, ma ad avere mani asciutte devono pensarci da soli. Cosa fare, dunque, in un’uggiosa e fredda giornata invernale? «Trovo sempre una soluzione. Dopo tutto, lavoro alla Posta da 35 anni», risponde Steiner con un sorriso. Detto questo, lancia ancora uno sguardo al nuovo dispositivo e parte per il giro successivo. Il prossimo carico di lettere e pacchi lo sta già aspettando insieme al suo smartphone.

 

Le tappe fondamentali

  • Il nuovo smartphone ha sostituito il vecchio scanner manuale, in uso dal 2014. Dopo sei anni di servizio, quest’ultimo non era più in grado di soddisfare le esigenze attuali, ad esempio per via della memoria RAM troppo piccola. Una fine, insomma, preannunciata da tempo. Oggi il ciclo di vita dei dispositivi mobili è molto più breve e in proporzione un tempo di impiego di sei anni risulta lungo.
  • Ora sono due i modelli di smartphone in servizio: uno resistente alle intemperie per uso esterno e un modello per uso interno. Il nuovo dispositivo ha un migliore collegamento online, così come migliori prestazioni in termini di memoria e di schermo. Lo smartphone è compatibile con la rete 4G mentre il vecchio scanner manuale si fermava alla rete 3G.
  • Il bando di concorso per i nuovi apparecchi si è svolto in conformità con la Legge federale sugli acquisti pubblici (bando OMC).
  • Tra l’altro, il predecessore del dispositivo ora andato in pensione era un apparecchio chiamato «Allegro». In uso fino al 2014, aveva dimensioni piuttosto ingombranti e il personale gli aveva affibbiato anche un nomignolo, «Osso».