La postina in paradiso

A Quinten, sul lago di Walen, non ci sono auto, non c’è la scuola e nemmeno il medico, ma la Posta sì. Abbiamo accompagnato Susanne Hardegger nel suo giro di recapito attraverso l’idilliaco comune di 30 anime.

C’è un luogo in Svizzera diverso dalla maggior parte degli altri centri abitati del paese. Un luogo che molti chiamano la «Riviera della Svizzera orientale». Per una buona ragione: a Quinten, sul lago di Walen, il clima è più mite che nel resto del paese. Qui il sole splende così spesso e per così tanto tempo che sui verdi pendii che sovrastano il lago crescono palme, banani e fichi. Quello che invece non c’è in questo paesino di 30 anime, sono le automobili. Incastonato tra ripidi pendii, direttamente sulla sponda del lago, il centro abitato è raggiungibile in soli due modi: a piedi o in barca. Anche per questo tra gli abitanti di Quinten sono forse di più quelli che possiedono una barca invece di un’auto. Forse è questo il paradiso in terra? Susanne Hardegger alza le spalle e sorride: «Può essere. Ma anche in paradiso bisogna darsi da fare». Lei stessa, infatti, svolge ben quattro lavori. «Faccio la contadina, la locandiera, la sacrestana. E sono anche la postina di Quinten».

Alle 9.20 arriva il battello con la posta

Susanne Hardegger fa la postina a Quinten dall’autunno del 2018. Da allora fornisce il servizio postale ogni settimana da mercoledì a sabato alle circa 22 utenze domestiche di Quinten. Il lunedì e il martedì dall’altra sponda, dalla “terraferma”, arriva la sua sostituta. Sebbene il ruolo di addetta al recapito sia ancora una novità per lei, Susanne Hardegger gestisce già il proprio incarico con destrezza. Con il suo motofurgone elettrico, alle 9.20 in punto aspetta al porto di Quinten il battello che arriva dal vicino paese di Murg. Quindi carica sul veicolo le lettere e i pacchi che sono stati consegnati e poi eccola pronta a partire.

Scarsi contatti con il mondo esterno

Il giro di recapito attraversa l’intero comune. Prima per le ripide e strette viuzze del centro del paese, poi attraverso il bosco per raggiungere infine una casa isolata ai margini del paese. Nonostante abbia una tabella di marcia rigorosa e debba lavorare a pieno ritmo, Susanne Hardegger trova comunque qua e là il tempo per una breve chiacchierata. «Dato che nella maggior parte dei casi le abitazioni sono distanti tra loro, molte persone hanno a stento contatti con il mondo esterno», afferma Hardegger. Alcuni non vedono l’ora che Susanne arrivi a portare la posta al mattino. Oggi Susanne incontra per caso Irma Spörri, che prende in consegna dalla postina una manciata di lettere e il giornale. «Sono molto felice di questo servizio», afferma l’anziana signora, che vive a Quinten da 15 anni e che tiene a sottolineare di non volersene andare più via. Anche Susanne Hardegger e suo marito vogliono restare. Nonostante a Quinten non ci sia né una scuola per i loro tre figli, né un medico e tanto meno dei negozi. «Questa è casa mia», afferma Susanne. Anche se la vita in un paese così piccolo non è sempre facile, lei non riuscirebbe a immaginarsi niente di diverso. «Non riesco a fare a meno del lago».

This slideshow requires JavaScript.

Alle 11.00 la posta riparte

Quello che c’è di nuovo ogni giorno a Quinten sono le lettere, i pacchi e i versamenti degli abitanti. Entro le 11.00 Susanne Hardegger deve depositare la posta giornaliera nell’apposita area di sicurezza chiusa al porto. «Poi il balletto riparte per Murg, che io abbia terminato il mio giro oppure no», afferma la postina sorridendo. Finora Susanne non ha mai mancato una consegna. In ogni caso, se mai dovesse succedere, Susanne avrebbe comunque a disposizione la sua barca privata per consegnare il sacco postale.