La Posta dice addio al cartellino doganale verde, o quasi

Non più a mano, bensì elettronicamente e in anticipo: è così che d’ora in avanti i clienti dovranno dichiarare il contenuto e il valore dei loro invii contenenti merci diretti all’estero. Da aprile, questa regola internazionale troverà applicazione anche nelle filiali in partenariato della Posta. Il vecchio modulo doganale verde in uso finora apparterrà dunque definitivamente al passato, con un’unica eccezione.

Il termine di transizione è passato e la regola internazionale sarà presto introdotta ovunque. A fine marzo, la Posta metterà fuori servizio il cartellino doganale verde anche presso le sue filiali in partenariato. Ciò significa che chi desidera inviare una lettera contenente cioccolato e dolciumi per il nipotino all’estero potrà indicare il contenuto e il valore della merce soltanto elettronicamente, e non più a mano. Questa operazione è possibile tramite il servizio online della Posta, al computer o con un dispositivo mobile. E per chi non potesse o volesse usufruire di questa soluzione? Il personale nelle filiali della Posta resta volentieri a disposizione. Ma qual è il motivo di questo cambiamento? Di seguito sette domande e risposte per passare in rassegna le informazioni più importanti.  

1. Perché i clienti non possono più indicare il contenuto e il valore della merce di un invio per l’estero a mano, con il cartellino doganale verde?

Perché così ha deciso l’Unione postale universale. Le nuove regole valgono dunque per tutte le aziende postali nel mondo intero. Per i pacchi o le lettere contenenti merci e diretti dalla Svizzera all’estero ciò significa che il mittente, il destinatario, il contenuto e il valore dell’invio devono obbligatoriamente essere registrati elettronicamente e trasmessi in anticipo al paese di destinazione. La disposizione è in vigore da inizio 2020 e per gli invii verso gli Stati Uniti addirittura da metà 2019. La Posta ha infatti rimosso i moduli doganali verdi dalle proprie filiali già l’anno scorso, ma ha continuato a impiegarli nelle filiali in partenariato, come i negozi di paese, durante una fase di transizione che ora volge al termine.  

2. Cosa cambia per i clienti? 

Nella maggior parte dei casi, nulla. Già oggi la quota di invii per l’estero registrati elettronicamente è alta. In questo contesto, i cittadini svizzeri sono esemplari nel confronto internazionale. Le filiali in partenariato accetteranno anche in futuro lettere e pacchi registrati online e li prepareranno per la spedizione, a condizione che i clienti portino con sé i documenti doganali stampati. Non potranno però registrare e dichiarare i documenti elettronicamente, dal momento che non dispongono delle dotazioni tecniche necessarie.

3. Sembra che i mittenti avranno un bel daffare… Quali sono i vantaggi?   

Dalla spartizione, passando per l’elaborazione e fino allo sdoganamento, tutto si svolgerà più rapidamente poiché il contenuto e il valore della merce saranno stati trasmessi in anticipo. Gli invii giungeranno dunque prima a destinazione. L’impiego di etichette per l’indirizzo più uniformi consentirà inoltre di migliorare il tracciamento. 

Etichetta per l’indirizzo uniforme: una faccenda complessa dietro alla quale si nasconde tanto lavoro. grazie alla dichiarazione preliminare elettronica, è possibile spartire, elaborare e sdoganare più rapidamente gli invii di merci.

Etichetta per l’indirizzo uniforme: una faccenda complessa dietro alla quale si nasconde tanto lavoro. Grazie alla dichiarazione preliminare elettronica, è possibile spartire, elaborare e sdoganare più rapidamente gli invii di merci.

4. Bene, ma non tutti i clienti della Posta hanno dimestichezza con i servizi digitali!

È vero. E la Posta c’è per tutti. Per questo, il personale delle filiali della Posta sarà lieto di registrare e dichiarare gli invii per l’estero anche in futuro, semplificando così la vita ai clienti. Questo servizio avrà un costo di 3 franchi. Rispetto al carico di lavoro necessario, si tratta di un supplemento relativamente basso. Per chi abita in zone remote e non fa uso di servizi digitali, la soluzione migliore è contattare telefonicamente il servizio clienti della Posta. Va però detto che sempre più clienti si sentono a proprio agio con il digitale. La Posta vuole offrire anche a loro un servizio ottimale, motivo per cui amplia continuamente la sua gamma di soluzioni online.

5. E se non dichiarassi in anticipo il mio invio per l’estero contenente cioccolato per la nipotina e lo imbucassi direttamente, sperando che le divinità del settore postale internazionale siano misericordiose?

Pessima idea! I partner di trasporto internazionali possono respingere l’invio, e lo stesso vale per la dogana nel paese di destinazione. L’invio ritorna dunque al mittente o resta a lungo bloccato alla dogana del rispettivo paese. Insomma, tanta fatica e seccature per niente.

6. Le filiali in partenariato dispongono delle tecnologie più recenti? 

Nelle scorse settimane la Posta ha nuovamente distribuito informazioni in merito a questa tematica su tutto il territorio e sensibilizzato i suoi partner, ad esempio con check list e promemoria, nonché nell’ambito di colloqui. Ciò vale anche per gli sportelli per clienti commerciali, i quali impostano la maggior parte degli invii per l’estero. Poiché presso questi sportelli non è sempre presente il personale, sono stati affissi manifesti informativi che ribadiscono l’importanza e il carattere obbligatorio della dichiarazione preliminare elettronica.

7. Il cartellino doganale verde diventerà ora un semplice pezzo da museo nella storia della Posta?  

Non così velocemente. Il modulo verde verrà utilizzato anche in futuro per i cosiddetti invii di documenti, ossia lettere che contengono solo documenti e nessuna merce. Come in precedenza, per tali invii non sarà necessario fornire alcuna dichiarazione elettronica in anticipo.

 

Informazioni: dichiarare, sdoganare e molto altro ancora. Maggiori informazioni sul cosiddetto Electronic Advance Data sono disponibili su posta.ch/die